L’analisi dello scenario macroeconomico può aiutare il piccolo/medio investitore a scegliere la strategia più corretta per avvantaggiarsi nel secondo semestre del 2020?

La diffusione su scala globale del COVID-19 dovrebbe colpire le economie sviluppate ed emergenti nel corso dell’intero anno. L’impatto più forte potrebbe manifestarsi nella prima metà del periodo in analisi. Mentre le prospettive di ripresa nel 2° semestre sono fortemente dipendenti dall’evoluzione dell’emergenza sanitaria e ciò accresce l’incertezza di fondo dello scenario macroeconomico.

Per quanto riguarda l’inflazione, osservando la dinamica dei prezzi, le variazioni sono ancora modeste. Inoltre, il recente calo del prezzo del greggio e l’impatto sulla domanda determinato dall’emergenza sanitaria, dovrebbero frenare ulteriormente l’inflazione nei prossimi mesi.

Relativamente alla Politica monetaria le Banche centrali dei Paesi avanzati hanno reagito al diffondersi della pandemia varando piani di stimolo su larga scala con tagli dei tassi (come nel caso statunitense), programmi di acquisto titoli e misure fnalizzate a supportare le condizioni creditizie e di liquidità.

Cosa indica lo scenario macroeconomico dei mercati?

Tassi d’interesse area euro (Euribor ed Eurirs)

La crisi pandemica ha determinato un’iniziale forte riduzione dei tassi di mercato, anche per effetto delle misure aggressive di stimolo delle Banche centrali, a cui è seguito un successivo aumento che nel caso dei tassi Eurirs è stato giusti cato dalle aspettative di una politica scale fortemente espansiva. In prospettiva riteniamo che i tassi saranno resi contenuti dall’azione delle Banche centrali che hanno la necessità di contribuire alla ripresa economica.

Monetario

La crisi pandemica e le sue conseguenze economiche hanno provocato un intervento massiccio delle Banche centrali, con l’effetto di mantenere contenuti i tassi monetari. Sebbene lo sforzo di politica scale abbia determinato una risalita dei tassi di mercato monetario nel corso del mese di marzo, per effetto delle aspettative di debito crescente, i livelli restano comunque molto contenuti e, nella maggior parte dei casi, negativi.

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Obbligazionario Governativo

Tassi governativi privi di rischio emittente (USA e Germania) in deciso calo nel mese di marzo, poiché scontano i rischi legati alla diffusione del coronavirus. Agli attuali livelli, queste obbligazioni governative sembrano incorporare il forte rallentamento dell’economia e appaiono poco interessanti. I titoli italiani, dopo il recente allargamento dello spread, solo in parte contenuto dagli interventi della BCE, appaiono interessanti rispetto ai titoli di maggior merito di credito, tipo quelli tedeschi, ma il livello assoluto della remunerazione offerta è storicamente molto modesto.

Il mercato azionario nello scenario macroeconomico

Mercati azionari in forte calo nel mese di marzo, per le incertezze legate al coronavirus, con una discesa dai massimi di circa il 35% (indice MSCI All Country), il movimento tipico di un mercato ribassista. Un movimento che sconta in larga parte, se non completamente, la brusca frenata dell’economia globale e la prossima discesa degli utili. Agli attuali livelli i mercati azionari possono rappresentare un’interessante occasione, in ottica di medio periodo, ma va considerato che per qualche tempo la volatilità rimarrà, con ogni probabilità, elevata.

Dati e previsioni nello scenario macroeconomico

Valute

Dollaro in deciso rafforzamento nelle fasi più acute di incertezza legata al coronavirus, in considerazione della caratteristica difensiva dei mercati USA. Contro euro il dollaro ha segnato un massimo di periodo a 1,06, salvo ritracciare moderatamente. Se, tra la primavera e l’estate, l’incertezza legata al coronavirus sarà in riduzione, le aspettative di riaccelerazione per l’economia globale dovrebbero ridurre l’interesse di tipo difensivo e interrompere il rialzo del dollaro.

Materie Prime

La domanda di materie prime è crollata soprattutto con riferimento a quelle energetiche e ai metalli industriali. Al momento, prevediamo due trimestri di debole domanda di materie prime. Probabilmente, la contrazione più acuta della crescita economica sarà registrata nel 2° trimestre 2020 e sarà verosimilmente seguita da una moderata ripresa, dovuta al rallentamento dei contagi e al conseguente rimbalzo dei consumi privati e delle attività manifatturiere. I prezzi delle materie prime dovrebbero pertanto toccare i minimi nel 2° trimestre e recuperare terreno a partire dal 3° trimestre di quest’anno.

Fonte di questo testo e delle relative tabelle: Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo.

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