La ripresa delle attività economiche italiane sarà un processo delicato che necessita di aiuti e agevolazioni finanziarie da parte dello Stato. Per questo motivo vi potrebbe essere, già a metà del 2020, un miglioramento delle agevolazioni previste dal Piano Transizione 4.0. Si prevede un raddoppio delle aliquote del credito d’imposta per ricerca e innovazione e anche per l’acquisto di beni strumentali.

Cosa prevede il Piano Transizione 4.0?

Il Piano Transizione 4.0 rappresenta la nuova politica industriale del Paese, riponendo maggiore attenzione all’innovazione, agli investimenti sostenibili e per le attività di design e ricerca estetica. E’ uno strumento ideato per supportare la trasformazione digitale nelle imprese. Le principali azioni riguardano il credito d’imposta per:

  • investimenti in beni strumentali necessari per rimanere al passo con la trasformazione digitale
  • ricerca, sviluppo, innovazione e design, fondamentali per sostenere la competitività delle imprese
  • formazione 4.0 volto a stimolare gli investimenti sulla formazione dei dipendenti

Come previsto dalla Legge di bilancio 2020, il Piano Transizione 4.0 prevede un’iniezione di risorse per le imprese di circa 7 miliardi di euro. L’obiettivo è quello di incentivare e sostenere le imprese all’acquisto di beni tecnologici e di politiche sostenibili per migliorare la propria competitività sul mercato.

Modifiche previste con un aumento di aliquote e tetti degli incentivi

E’ previsto, già dalla metà dell’anno, un rafforzamento di questo piano con un miglioramento delle aliquote esistenti. A confermarlo in una recente intervista è Andrea Bianchi. Il Direttore delle Politiche Industriali di Confindustria, infatti sostiene: “siamo di fronte a una prospettiva in cui i primi sei mesi dell’anno sono stati praticamente bruciati. In questa fase è evidente che le imprese non abbiano investito né in 4.0 né in altri beni strumentali. È quindi evidente che ci sono gli spazi finanziari per aumentare in modo molto significativo nel secondo semestre la capacità di incentivazione del Piano”.

Siccome l’emergenza sanitaria ha paralizzato le attività economiche, nel rapporto “Previsioni per l’Italia” si stima che nel primo semestre del 2020 si potrà registrare un calo del 10% del PIL. Di fatto, le imprese non hanno avuto modo di effettuare gli investimenti e sfruttare il credito d’imposta previsto.

Quali potrebbero essere le novità?

Il rafforzamento del Piano Transizione 4.0 potrebbe prevedere per:

  • beni strumentali, un aumento dei tetti sugli investimenti incentivabili passando da 10 milioni a 20 milioni di euro
  • ricerca, sviluppo e innovazione, un aumento dell’aliquota del credito d’imposta passando dal 12% a circa il 24-25%

La messa in atto di queste novità, che agevolerebbero notevolmente le imprese, molto probabilmente non troverà spazio nell’immediato, quindi nel mese di aprile. Perchè, come sostenuto anche da Bianchi, le priorità devono partire dalla liquidità, permettere la riapertura e poi gli investimenti. Le modifiche delle aliquote dei crediti d’imposta previsti dal Piano Transizione 4.0 troveranno spazio, con buona probabilità,  nel corso del mese di maggio.

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